Il blog della pizza digeribile

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LA BUFALA DELLE 128 ORE DI LIEVITAZIONE

LA BUFALA DELLE 128 ORE DI LIEVITAZIONE

14/07/2020
Impasti lievitati per 128 ore, cornicioni giganteschi, lievito madre, farine integrali, pre-impasti.

Sembrava che più ore lievitasse l’impasto più fosse digeribile.

O forse semplicemente faceva figo, non lo so.

Si stavano diffondendo delle false ed isolate motivazioni che, per cercare di spennare più soldi possibili a clienti ignari, cercavano di convincerli che uno solo di questi fattori bastasse ad avere una pizza leggera, digeribile e che non provocasse sete.

Intanto io ero eccitato.

Eccitato e un po’ spaventato.

Dopo aver deciso di volermi specializzare sulla pizza digeribile, decisi di rivoluzionare completamente il vecchio ristorante-pizzeria che gestivo.

Come dicevo poca fa, nei dintorni, così come nel resto d’Italia, si stavano diffondendo parecchie mode.

Se hai letto l’articolo “Perché ci siamo chiamati la pizza digeribile” hai capito che per avere una pizza digeribile devi avere un processo, non un singolo evento o un “ingrediente magico”.

Se non lo hai fatto ti consiglio di leggerlo, in modo da seguirmi alla perfezione su quello che sto per dirti.

Dicevo, sembrava che dire “usiamo lievito madre!” bastasse a dire “abbiamo una pizza che non resta pesante e non causa sete la notte!”.
O ancora: “il nostro impasto lievita 128 ore” e quindi avrai una pizza super leggera!


Questo fu il problema più grosso che mi resi conto di dover affrontare.


Lascia che ti faccia un esempio.
Sicuramente avrai sentito parlare dell’importanza delle farine integrali all’interno di un impasto per la pizza.

Queste rendono la pizza più leggera, digeribile ecc.
Personalmente, avevo deciso di usare farine integrali all’interno del mio impasto.

Mi ero creato dei miei ideali in base a quello che avevo studiato e non facevo, (come non faccio tutt’ora), più di un tipo d’impasto nella mia pizzeria, avendo quindi esclusivamente un impasto con anche farina integrale.
Un giorno una signora mi disse che aveva già mangiato la pizza integrale e che l’aveva trovata molto peggio di quella normale.

Non voleva sentire storie e mi disse che se non ci fosse stata anche la pizza normale sarebbe andata via.

Era talmente testarda che è stata una fonte di ispirazione per un articolo che ho scritto su di lei.

Riassumendo la vicenda, questa signora era cascata all’interno di una di queste pizzerie che si pubblicizzavano come “pizza con farina integrale” e che spacciavano quindi la loro pizza come altamente digeribile.

Aveva però trovato la pizza salata, secca e pesante e aveva poi avuto un gonfiore di stomaco allucinante durante tutta la notte.

Dopo aver letto sul menù che tutte le nostre pizze erano fatte con farina integrale voleva andarsene e non fu facile farle cambiare idea.

Pian piano, anche grazie alla nostra garanzia 100% soddisfatto o rimborsato, con la quale ripaghiamo al 100% la pizza sulla parola nel caso causi sete o resti pesante, riuscì a farle cambiare idea.

Ti ho fatto questo esempio per spiegarti come, quando inizialmente mi pubblicizzai con tutti gli attributi che usavano anche le altre pizzerie, la mia pizza non era percepita come diversa da un occhio esterno, in quanto qualcun altro altrove lo aveva già detto ma senza poi dare un prodotto davvero diverso.

Anzi, in molti casi, come quello di questa signora, era pure andata peggio in quanto la pizza era peggiore di quella normale.

Dopo alcuni mesi a combattere con questo problema capì finalmente cosa dovevo fare.

Non fu facile e pensai a cose assurde quando in realtà la soluzione era molto semplice.

La pizza digeribile.

Punto.

Avevo pensato a modi assurdi e a come spiegare tutte le parti del processo necessario per ottenere la nostra pizza digeribile ai miei ospiti quando in realtà la chiave di volta stava in quelle 3 semplici parole.

Cosa avrei mai potuto scrivere sull’insegna per far capire che la mia pizza era davvero digeribile?

La pizza digeribile.




E’ proprio vero che a volte le cose più semplici sono le migliori.

Assieme al nome, pensai anche a come poter far notare la mia pizza in mezzo a tutte quelle mode che iniziavano a diffondersi.

Impiegai anche qui qualche giorno per riuscire a capire come poter fare e poi mi si accese la lampadina.

Pensai ad Amazon.

Non so che tipo tu sia ma io sono sempre stato inizialmente scettico agli acquisti online.

Forse perché era un metodo di acquisto non molto diffuso e verso cui molta gente nutriva diffidenza ma fatto sta che non ero così “tranquillo” ad acquistare e pagare online.

Tutto questo fino a quando non scoprii “Amazon” e il suo servizio di reso gratuito.

Penso tutt’ora sia una cosa davvero fantastica.

Tu compri un oggetto e se non ti piace, se è diverso da come te lo aspettavi o semplicemente non funziona, Amazon viene a spese sue a riprenderselo e ti restituisce il 100% dell’importo speso.

E’ fantastico.

Pensai che dovevo fare lo stesso.

Proprio per questo, da quando ho aperto Bagà - La pizza digeribile, ho introdotto la nostra speciale garanzia modello Amazon.

Anzi, forse pure più di lui!

Decisi infatti di garantire la pizza al 100%: se la pizza causava sete la notte o restava pesante l’avrei rimborsata al 100%.

E ovviamente la pizza non me la potevi rendere come con la merce ad Amazon.

E indovina un po’?

Nonostante fosse pieno di concorrenti (così come lo è tutt’ora) che tentavano (e tentano) di copiare le caratteristiche della mia pizza, le farine, il fior di latte, gli abbinamenti ecc., ad oggi, dopo più di 2 anni, non ho ancora visto questa garanzia da nessuno.

Nessuno che dice di averla o si pubblicizza dicendola.

Magari sono in cattiva fede io ma perché tra le centinaia e centinaia di pizzerie che le sparano grosse sulle loro farine, lievitazioni, maturazioni, ecc. non ce n’è una che offre una semplice garanzia?

Hanno paura?

Non sono davvero sicuri di quello che dicono?

Ma torniamo a noi.

Dopo aver introdotto “Bagà - La pizza digeribile” e la nostra garanzia, la gente cominciò davvero a percepire la nostra pizza come diversa.

D’altronde, solo un folle avrebbe potuto offrire quella garanzia sapendo di dare una pizza pesante, che causa sete, e quindi avviarsi alla bancarotta.

Con il nuovo nome e la garanzia cominciò a circolare la voce che la nostra pizza era davvero digeribile e diversa dalle altre.

Alcune persone quando arrivavano e venivano accompagnate al tavolo confidavano che non mangiavano più la pizza ma qualcuno gli aveva detto di provare la nostra.

Era una sensazione che mi faceva (e mi fa) emozionare ogni volta.

Ancora oggi provo un forte orgoglio quando qualche cliente si ferma alla cassa o davanti alla pizzeria e mi confida: “Non mangiavo più la pizza, al massimo una all’anno quando ero in compagnia.

La vostra la mangio tutte le settimane e sto sempre bene” e frasi come questa.

E’ davvero una sensazione che mi riempie il cuore e che mi spinge sempre più a dare il massimo, per continuare ad offrire sempre a più persone “La pizza digeribile”.




A presto
Gabriele 



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